Ettore Sottsass e l’Ultrafragola: quando il design si fa emozione

storia del design: Ettore sottsass e

Esiste un rito magico con il quale si invoca e si propizia la pioggia innaffiando la polvere secca della terra. Allo stesso modo si invoca e si propizia l’universo costruendo una casa. La casa è la ricostruzione dello spazio dell’universo come l’acqua versata sulla terra è la ricostruzione della pioggia. L’architettura è sempre stata e oggi è più che mai un rito magico: tutte le volte che si perde la realtà magica dell’architettura si perde anche l’architettura“.

(Scritti, 1946 – 2001)

Chi è Ettore Sottsass?

Ettore Sottsass e Fernanda Pivano
Ettore Sottsass con sua moglie, la scrittrice Fernanda Pivano, 1969, Wiki Commons

Per conoscere Ettore Sottsass è necessario immaginare un viaggio attorno al mondo, all’arte, o immersi nella natura, ma anche nel mondo dell’industria, della casa, degli spazi pubblici, insomma, immaginarsi un po’ ovunque. Sì, perché Sottsass è stato un artista poliedrico dai mille interessi, fotografia, pittura, ceramica, scrittura, editoria. Ma principalmente Ettore Sottsass Jr (Innsbruck nel 1917 – Milano 2007, nato da madre austriaca e padre italiano) è stato un architetto e designer.

Da giovanissimo, tornato dalla guerra, segue le orme del padre architetto lavorando nel suo studio, contribuendo alla ricostruzione di edifici bombardati attraverso la progettazione architettonica e il design di interni. Nel 1957 comincia la collaborazione come art director con Poltronova, all’interno della quale progetta proprio l’Ultrafragola (1970). Nel 1958 inizia il sodalizio con la Olivetti per la quale realizza Elea 9003 il primo modello di computer a transistor commerciale made in Italy. È qui che ha modo di combinare design industriale e cultura pop.

La nascita del Design Radicale

Esponente del Design Radicale, o contro-design in netta opposizione con il razionalismo e il funzionalismo degli oggetti, Sottsass concepisce il design come metodo, come modello da applicare ad ogni cosa. Si unisce ai gruppi di Archizoom e Superstudio, portando il nuovo design in tutta Europa. 

Il successo di questa nuova estetica è raggiunto nel 1972 con la mostra che il MoMA di New York dedica al design italiano: Environments and Counter Experimental Media in Italy: The new Domestic Landscape. Questo momento rappresenta il riconoscimento a livello mondiale della creatività e del design italiano che diventa punto di riferimento di una nuovo modo di concepire l’arredamento di interni e di una nuova visione dell’abitare. La mostra ricreava ambienti domestici all’interno delle sale di un museo, creando un dialogo tra tecnologia, ritualità e natura. I complementi d’arredo, per l’artista, sono in grado di inventare nuove abitudini all’interno della casa nell’arco della giornata. Per questo, spesso, si trattava di oggetti multifunzionali, “mutanti” poiché in mutazione era l’uomo e la società stessa. 

Nel 1981 fonda la Sottsass Associati con cui progetta mostre, oggetti, showroom. È vincitore di numerosi premi internazionali, oltre che del Compasso D’oro (1959). Le sue opere sono esposte nelle collezioni permanenti dei musei più importanti del mondo.

Storia del design 

Il rito dell’architettura si compie per rendere reale uno spazio che prima del rito non lo era. Lo spazio è reale quando è solido di attributi e pesante di significati, quando è condensato – come un brodo – di presenze e di suggestioni, quando cola – come un denso colore – di sorprese e di trasformazioni, quando impallidisce di ombre e si corrompe di luce.

(1956)
Libreria carlton - Ettore Sottsass
Libreria Carlton, 1981, Wiki Commons

A Milano è tra i fondatori del Gruppo Memphis, non un movimento, non una corrente artistica ma uno spazio in cui sperimentare con progetti di design intesi come “gesti propositivi positivi, non critici, come invece era avvenuto per le poetiche radicali e concettuali” (Barbara Radice, 1981). Il design è pura emozione, nasce la libreria Carlton, un totem, ma anche un gioco, una scultura, un oggetto da osservare prima che da usare. Non solo artista visuale, ma anche intellettuale, viaggiatore e scrittore. Con la sua prima moglie, la scrittrice e traduttrice Fernanda Pivano e Allen Ginsberg, scrittore della Beat Generation, fonderà Pianeta Fresco, una rivista in cui unirà i suoi interessi verso la spiritualità orientale e la materialità occidentale.

L’uomo al centro

Per Sottsass la progettazione deve sempre includere l’uomo che è al centro di ogni discorso legato alla forma e allo spazio. Il design è uno strumento di critica sociale, è una scelta etica, è un gesto politico. Se l’industria programma oggetti destinati all’obsolescenza allora il design ha il dovere di diventare etico. Interrogarsi sullo spazio privato e pubblico. Le sue opere mostrano bene l’interesse verso l’antropologia e le forme totemiche che sembrano evocare rituali magici. Il design è un mezzo per dire qualcosa sulla vita e sulla società, qualcosa che si avvicina ai riti, alle abitudini, alla vita vera delle persone. Gli oggetti sono funzionali ma esteticamente si impongono nello spazio con i loro colori e le loro forme, dialogano con gli esseri umani.

L’Ultrafragola (1970)

È uno specchio lampada di colore rosa presentato all’interno di Mobili Grigi, una collezione di mobili per camera da letto (per ispirarti ecco qui alcuni trend) presentata all’Eurodomus di Milano del 1970, ovvero quelli che poi diventerà il Salone del Mobile. 

Tra i mobili presentati solo l’Ultrafragola andrà in produzione, mentre per gli altri si avranno solo pochissimi esemplari. La particolarità di questi complementi risiede anche nel materiale in cui sono realizzati. Si tratta di “fiberglass, un materiale utilizzato per realizzare gli scafi delle barche, piuttosto inusuale nel campo del design (da Poltronova). Sono mobili pressati in un unico pezzo da fibra di vetro termo-stampata. 

La particolarità dello specchio è quella di avere l’iconica forma sinuosa di una chioma di capelli e in qualche modo di evocarne le “tondeggianti e gonfiate (per sempre) forme di origine femminile forse o — se volete — di origine religiosa (che è la stessa cosa)»“, come affermerà lo stesso Sottsass in sede di presentazione. La stampa e la critica dell’epoca non ebbero parole di apprezzamento tanto che si arrivò ad un’interruzione della collaborazione tra l’artista e l’azienda produttrice. 

L’emozione prima della funzione

La storia però sembra aver dato ragione all’intuizione dell’artista che, col senno di poi, può essere considerato precursore di un gusto e di un sentire avanti di circa 40 anni. Da qualche tempo, infatti, lo specchio è tornato alla ribalta grazie a dei trend che, anche grazie ai social, permettono di riscoprire gioielli del design del passato e lanciarli sul mercato come nuovi oggetti must – have. Ultrafragola sta vivendo una stagione di riscoperta ed è diventato un oggetto immancabile nei feed di influencer e intenditori di design. La sua versatilità e modernità dimostrano come si possa adattare a qualsiasi tipo di arredamento.

Ultrafragola - mobili grigi- Sottsass
Via @poltronona

Lo specchio adagiato sul muro in questo spazio grigio asettico riporta alla memoria le atmosfere delle città metafisiche di De Chirico o dei riferimenti alla pubblicità ad un mondo di plastica della Pop Art. Sottsass, infatti, nella sua arte aveva condensato tutto quello che aveva visto e assimilato nei suoi viaggi. Dall’India, la spiritualità e il simbolismo e dall’America, il mondo pop della pubblicità e della serialità. La provocazione di Mobili Grigi con l’Ultrafragola diventa quindi una critica al modernismo, al razionalismo imperante di quegli anni che negava i colori, di cui, invece, Sottsass si serviva con esuberanza e gusto.

Mobili Grigi crea un luogo immaginario in cui sprofondare e in cui isolarsi. Una camera da letto oltre la quale lasciare il mondo fuori e raccogliersi in se stessi. Lì, forse, dove resta accesa la luce fioca e vibrante di uno specchio, una fiamma, una donna, dei capelli. L’immagine nebulosa di un sogno.

Se vuoi scoprire di più 

Dove comprarlo: qui

Cosa leggere: La trilogia dei suoi scritti Adelphi “Di chi sono le case vuote? (2021), “Molto difficile da dire” (2019), “Per qualcuno può essere lo spazio” (2017).

Dove vederlo: La prima di un ciclo di tre mostre dedicate all’artista la trovi qui

Curiosità: Nella sua vita ha scattato circa 150 mila fotografie, ah ricordiamolo, in pellicola!  

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